
Qualità embrionale come variabile di impianto
Il nostro gruppo di lavoro ha recentemete pubblicato uno studio sulla correlazione esistente tra la qualità embrionaria valutata attraverso uno score morfologico degli embrioni e la probabilità di impianto (implantation rate) di ciascun embrione. L'individuazione di parametri morfologici correlati all’implantation rate permette di fornire una prognosi personalizzata sull’esito del trattamento ai pazienti al momento del transfer.
Numerosi studi hanno rilevato che la qualità embrionaria è uno dei principali fattori prognostici di gravidanza, insieme all’età materna, tuttavia non esistono modelli sistematici evidece-based che consentano di predire con ragionevole sicurezza la probabilità di impianto di un singolo embrione, in considerazione del fatto che nella maggior parte dei casi vengono trasferiti più embrioni e uno solo di essi si impianta, rendendone impossibile l’identificazione a posteriori. Per questo motivo, esistono pochi studi in letteratura con numero di casi limitati in cui sia valutata la qualità embrionaria e vi sia una tracciabilità del destino del singolo embrione.
Da questi studi, emerge che la velocità di clivaggio embrionaria (cleavage rate) presenta una stretta correlazione con la probabilità di impianto dell’embrione e che un elevato grado di frammentazione sembra essere un fattore prognostico negativo. Esistono dati parziali su altre variabili che sembrano essere correlate all’implantation rate, come la mononuclearità dei blastomeri, l'uniformità nelle dimensioni dei blastomeri -equality-, la simmetria del clivaggio e lo spessore della zona pellucida. Per poter identificare uno score morfologico embrionario affidabile, è necessario definire quali variabili abbiano un valore prognostico indipendente e quale sia il peso relativo di ciascun parametro morfologico.
In uno studio condotto dal nostro gruppo sono state valutate 5 variabili morfologiche embrionarie in 2a giornata: il numero di blastomeri, la frammentazione, la differenza di volume dei blastomeri (equality), la simmetria del clivaggio e la mononuclearità dei blastomeri. Sono state selezionate caratteristiche morfologiche relativamente semplici da valutare, al fine di rendere applicabile tale modello predittivo alla pratica clinica e per ciascuna variabile è stato definito uno score.
Sono stati studiati in maniera prospettica 2266 transfer di 2 embrioni in 2a giornata, in un periodo di 3 anni. Le 5 variabili embrionarie sono state valutate come fattori prognostici indipendenti nei transfer in cui ci fosse una tracciabilità del destino di ogni singolo embrione, ossia nei casi in cui nessuno dei due embrioni si fosse impiantato (n = 1385) o nei casi in cui entrambi si fossero impiantati (n = 228). Ciascun parametro è stato correlato con l’outcome del transfer mediante analisi univariata e successivamente sono stati effettuati studi di regressione multipla. E’ stato quindi costruito un modello predittivo integrato che è stato applicato al gruppo delle gravidanze singole (n = 653), al fine di valutarne il potere prognostico.
Tutte le variabili valutate sono risultate strettamente correlate con la probabilità di impianto embrionaria. In particolare, una bassa percentuale di frammentazione, la simmetria del clivaggio, l’omogeneità nel volume dei blastomeri, la presenza di 4 blastomeri e l’uninuclearità cellulare sono risultati essere fattori prognostici positivi. Dall’analisi di regressione, è risultato che solo il numero di blastomeri, il numero di nuclei per blastomero e l’equality fossero variabili indipendenti.
È stato costruito uno score in 10 punti, derivato dall’associazione di tali variabili. Tale modello è stato validato statisticamente attraverso la sua applicazione al gruppo di gravidanze singole. E’ stato infine valutato il peso dell’età come variabile indipendente nel determinare l’implantation rate, associato allo score morfologico.
Il presente studio presenta un potere statistico alto in quanto è basato su un elevato numero di casi e sulla tracciabilità del destino del singolo embrione.
La velocità di clivaggio è risultata essere il parametro morfologico maggiormente predittivo dell’impianto, in accordo con altri studi presenti in letteratura.
Il numero di cellule ideale in 2a giornata è 4, con ridotte chances di gravidanza con numero di cellule sia inferiore sia superiore.
La minore variabilità nel volume dei blastomeri (equality) è risultata essere fortemente correlata con l’implantation rate ed è il secondo parametro prognostico per peso relativo. Secondo i nostri dati, il terzo parametro per potere predittivo è la mononuclearità visibile dei blastomeri, essendo la multinuclearità di uno o più blastomeri un fattore prognostico altamente sfavorevole, in accordo con precedenti studi. Il grado di frammentazione e la simmetria del clivaggio sono risultati essere parametri meno strettamente correlati con la probabiltà di gravidanza dei precedenti tre.
In conclusione, i risultati di questo ampio studio prospettico hanno supportato la possibilità di esprimere un giudizio prognostico sull’impianto embrionario mediante l’uso di 5 parametri morfologici applicabili alla pratica clinica.
Per la referenza completa si veda
Holte J, Berglund L, Milton K, Garello C, Gennarelli G, Revelli A, Bergh T.
Construction of an evidence-based integrated morphology cleavage embryo score for
implantation potential of embryos scored and transferred on day 2 after oocyte
retrieval.
Hum Reprod. 2007 Feb;22(2):548-57. Epub 2006 Nov 9.
